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Secondo disco di Alessio Menconi per Abeat. Alessio Menconi è unanimemente riconosciuto come vero talento dello strumento. Messosi in luce vincendo da giovanissimo vari concorsi, ha immediatamente dato seguito alla sua carriera collaborando stabilmente con Paolo Conte per alcuni anni (nell’ambito del pop) , con Faso e Meyer (la ritmica di Elio e le Storie Tese in un contesto tutto rock/funk) e con una serie di eccellenti musicisti stranieri ed italiani in ambito jazzistico. Ha inciso numerosi dischi e tra questi si segnala un recente omaggio a Jimi Hendrix, edito da una prestigosa etichetta americana , dove Alessio Menconi figura inserito ( unico italiano) nel gotha mondiale dei chitarristi : Robben Ford, Steve Lukather, Hiram Bullock, Larry Corryell…
Dopo essersi votato oramai in maniera quasi esclusica al jazz con questa seconda pubblicazione Menconi da prova di grande maturità stilistica e di mirabile equilibrio artistico.Nel disco trovano spazio sia brani originali che testimoniano la non comune vena compositiva sia alcuni standards come “The full of the hill” di Lennon/McCartney, “Romeo e Giulietta” di Nino Rota e “O scioco” di Lauzi/Reverberi che mostrano una attitudine a reinterpretazioni inusuali ed intense . Sostenuto da una delle ritmiche italiane più poderose ed affiatate ( Riccardo Fioravanti e Stefano Bagnoli ) è via via maturata la precisa volontà di dare vita ad un disco che si segnala non solo per la tecnica chitarristica superiore ma anche per lo straordinario valore artistico, la varietà di sound e la grande piacevolezza unita a modernità di linguaggio e talento improvvisativo non comune.Grazie anche alla classe dei compagni di viaggio Menconi entra di diritto nel novero di quei grandi interpreti che possono permettersi di rivisitare alcuni standards del jazz senza correre il rischio di apparire scontati o poco personali.
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